COVID-19 ed il Decreto liquidità: cosa prevede per le PMI?

Il supporto finanziario alle PMI

Come probabilmente saprete, l’entrata in vigore del Nuovo Codice della crisi di Impresa - e degli Strumenti di allerta in esso previsti – che rappresentano la riforma della cosiddetta Legge Fallimentare, è stata posticipata a Settembre 2021.

Vi è quindi molto tempo a disposizione per documentarsi sull’argomento, anche e soprattutto in considerazione della situazione di emergenza, non solo sanitaria, ma anche e soprattutto economica, generata dal Virus COVID-19.

Ad ogni modo, se l’argomento del Nuovo Codice della Crisi di Impresa ti interessa, ti saremmo grati se rispondessi al breve sondaggio di 6 domande a scelta multipla qui sotto. Ci piacerebbe conoscere la tua opinione e ti basteranno 2 minuti circa.

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Veniamo invece all’argomento di questa Newsletter, quali sono le misure previste in supporto alle PMI in ragione dell’inaspettata e particolare situazione di emergenza? E quali sono le PMI interessate?

Facciamo una doverosa premessa, lo stato Italiano ha di fatto delegato parte del proprio lavoro agli istituti di credito, chiedendo loro di dare il supporto finanziario necessario alle aziende in difficoltà. Questa scelta, per alcuni versi discutibile, sposta l’onere sugli istituti di credito, che si trovano così oberati di pratiche da smaltire, senza essere strutturati per gestire un picco di richieste di questo genere.

Su tali finanziamenti è previsto il temporaneo ampliamento della copertura del Fondo Centrale di garanzia, copertura che per le PMI passa al 90% (sino al 31/12/2020). L’intervento del fondo sarà gratuito, e la garanzia sarà rilasciata anche a soggetti che nei confronti dell’istituto finanziante abbiano debiti classificati come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché non antecedenti il 31/1/2020.

La logica di questa condizione è chiara, l’intento sarebbe quello di garantire solamente le aziende che sono entrate in crisi a causa degli interventi di lock-down, e non quelle che in crisi c’erano già.

L’importo massimo delle operazioni finanziarie garantite (nuove e pre-esistenti, sia ben chiaro) non potrà superare, alternativamente:

  • il doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale di subcontraenti che lavorano nel sito dell'impresa, per la quota parte di competenza) per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile. Nel caso di imprese costituite a partire dal 1 º gennaio 2019 l'importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
  • il 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
  • il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di imprese con meno di 250 dipendenti, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con meno di 500 dipendenti.

In ogni caso il tetto previsto sarà di € 5 milioni, al di sopra dei quali si renderebbe necessario l’intervento di garanzia di SACE.

I finanziamenti oggetto di garanzia potranno avere una durata massima sarà di 72 mesi, con un massimo di 24 mesi di pre-ammortamento.

Ora però, appurate le linee guida a cui si atterrà il fondo, che condotta ci si potrà aspettare dagli istituti di credito? È ancora troppo presto per disporre di uno “storico” da analizzare, per cui possiamo fare solamente dei pronostici, con tutti i limiti del caso.

A nostro giudizio non ci si può aspettare che gli istituti di credito smettano di essere tali, e diventino improvvisamente degli enti filantropici. Per cui ci pare ragionevole pensare che nell’erogazione dei crediti si seguirà la logica di sempre, ossia quelle della solvibilità – in prospettiva - dei richiedenti. Potrebbero forse essere accordati importi un po’ più elevati di quelli che sarebbero stati accordati in passato, ma nulla di più.

Se questa previsione è giusta saranno allora le PMI che prima del COVID-19 erano in buona salute, e che hanno delle buone prospettive per il futuro, a poter beneficiare di questa tipologia di interventi.

Per esperienza diretta riteniamo che soprattutto per importi superiori agli €500.000 sia consigliabile che le aziende predispongano un documento di richiesta che per quanto sintetico sia ben strutturato e possa fornire al finanziatore tutte le informazioni di cui ha bisogno, al fine di semplificare a quest'ultimo le attività di pre-istruttoria ed istruttoria.

Non si tratta solamente di cortesia istituzionale, perché come scrivevamo più sopra gli istituti di credito stanno gestendo un picco di richieste, e va da sé che chi presenta della documentazione chiara e che non richiede ulteriori approfondimenti di analisi da parte del gestore sarà non solo apprezzato ma anche avvantaggiato.

Atlhas Finance sta assistendo i propri clienti in operazioni di questo tipo con tagli superiori agli €500.000, se anche voi ritenete utile avere la nostra assistenza contattateci pure per un confronto, siamo a disposizione per rispondere alle vostre domande.

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